
Cresce il fatturato industriale (+9%), aumentano le esportazioni (+15,7%) e migliora la fiducia dei consumatori nei confronti di latte e formaggi.
Sono i principali dati emersi durante la cena con la stampa che ha avuto luogo il 21 ottobre all’Hotel Eden di Roma. L’incontro è stato promosso dal progetto “Think Milk, Taste Europe, Be Smart!”, campagna europea sostenuta dal settore lattiero-caseario di Alleanza delle Cooperative Italiane e realizzata da Confcooperative con il cofinanziamento della Commissione europea.
All’appuntamento, che ha riunito circa 50 giornalisti, ISMEA e Nomisma hanno presentato i rispettivi aggiornamenti quantitativi e qualitativi, delineando un quadro di crescita economica e di rinnovata fiducia del consumatore italiano.
Filiera lattiero-casearia: un comparto trainante per l’agroalimentare
Secondo ISMEA, la filiera lattiero-casearia sta rafforzando la propria centralità nell’economia nazionale, con 7,1 miliardi di euro generati dalla fase di allevamento e 21,8 miliardi di euro dalla trasformazione industriale, confermando il primato nel fatturato dell’industria alimentare.
L’Italia è oggi il quinto produttore europeo di latte bovino, con oltre 13 milioni di tonnellate consegnate ogni anno da 23.000 allevamenti che gestiscono 1,7 milioni di vacche da latte.
Nei primi mesi del 2025 la produzione ha registrato un leggero calo (-0,6%), mentre i prezzi alla stalla sono aumentati del 15% nel periodo gennaio-agosto, trainati dall’andamento positivo delle quotazioni dei principali formaggi DOP.
A sostenere il settore sono ancora le esportazioni, che dopo un 2024 record (5,4 miliardi di euro e 660.000 tonnellate esportate) hanno segnato nel primo semestre 2025 un +15,7% in valore e +5% in volume.
Aggregazione e cooperazione per competere sui mercati
Negli ultimi dieci anni, il settore ha vissuto un processo di aggregazione: le realtà di piccole dimensioni sono progressivamente diminuite, mentre sono cresciute le aziende medio-grandi e le cooperative.
Oggi, secondo ISMEA, il 63% del giro d’affari cooperativo lattiero-caseario è generato dalle 25 imprese più grandi. Complessivamente, al sistema cooperativo fanno capo 17.000 stalle, 540 imprese di trasformazione e oltre 13.000 lavoratori.
“Solo con una maggiore dimensionalità delle aziende è possibile competere nei mercati internazionali – ha dichiarato Giovanni Guarneri, presidente del settore lattiero-caseario di Confcooperative Fedagripesca. – È evidente come risulti fondamentale organizzarsi per fare sinergie ed economie di scala, per essere maggiormente reattivi di fronte a cambiamenti repentini e per accrescere il potere contrattuale sui mercati internazionali”.
Fiducia e consapevolezza: i consumatori premiano latte e formaggi
Nell’occasione, Chiara Volpato – Head of Technical Consulting di Nomisma – ha presentato i risultati della Consumer Survey realizzata nell’ambito delle attività di monitoraggio del progetto “Think Milk, Taste Europe, Be Smart!”. L’indagine ha misurato i livelli di conoscenza e fiducia dei consumatori nei confronti dei prodotti lattiero-caseari.
Alcuni dati emersi dalla Survey:
- il 98% degli italiani consuma regolarmente latte, yogurt e formaggi;
- quasi 8 su 10 dichiarano fiducia nei prodotti lattiero-caseari Made in EU, dato in crescita rispetto al 2024;
- l’85% si informa attivamente sui prodotti alimentari (+23% in un anno), preferendo fonti ufficiali (44%), ma cresce anche l’uso di web e social (28%).
La fiducia è più alta tra i giovani e i consumatori con redditi e istruzione elevati, e cresce in parallelo alla consapevolezza dei requisiti di sicurezza, tracciabilità e qualità.
Inoltre, due italiani su tre sanno riconoscere le fake news sul mondo del latte, anche se persistono alcuni falsi miti legati al lattosio, alle bevande vegetali e al latte UHT.
La filiera lattiero-casearia è un settore solido e in evoluzione
L’incontro di Roma ha confermato la buona salute della filiera lattiero-casearia italiana, che cresce in valore economico e in reputazione.
A trainarla sono l’export, la forza delle cooperative e la nuova consapevolezza del consumatore, sempre più attento al valore intrinseco dei prodotti.
“Oggi, ci approcciamo a un consumatore informato e consapevole che cerca qualità, sicurezza alimentare, benessere animale, certificazioni e tracciabilità di filiera – considera Guarneri –. Ecco perché è importante lavorare di concerto con i diversi attori della filiera, con la distribuzione e con gli organi di stampa per continuare a promuovere un consumo consapevole.”
A questo percorso contribuisce anche il progetto “Think Milk, Taste Europe, Be Smart!”, che da oltre quattro anni si impegna a migliorare la percezione del latte e dei suoi derivati. Attraverso campagne di comunicazione, attività digitali e incontri formativi, il progetto sta aiutando a sfatare i falsi miti legati al settore e a rafforzare l’immagine moderna, sostenibile e trasparente del comparto.










