16 Luglio , 2021

Categories: Alimentazione - Latte - Valori

Il latte è un alimento essenziale per l’alimentazione dell’uomo, sia per le sue capacità nutritive che per i suoi effetti benefici: è infatti un alimento ricco di tutte le vitamine più importanti, di sali minerali e del suo zucchero specifico, il lattosio, responsabile del suo valore nutrizionale.

L’Europa è fra i maggiori produttori e consumatori di latte a livello mondiale. Ma siamo sicuri che tutti conoscano la differenza tra le differenti tipologie di latte?

Le tipologie di latte che forse non conoscevi

Il latte viene associato quasi istintivamente alla prima colazione, identificandolo come un unico alimento. Chiamandolo semplicemente “latte” non si specificano le mille scremature che convivono al suo interno. Esistono infatti tantissime tipologie di latte, anche molto diverse tra di loro, fondamentali da conoscere per comprendere l’immensa varietà che questo alimento può offrire.

I tipi di latte si differenziano innanzitutto per quantità di grasso e processi di conservazione. A seconda della materia grassa si possono ottenere tre tipologie di latte differente: latte intero, latte parzialmente scremato e latte scremato.

Il latte intero rappresenta un alimento molto nutriente e possiede il quantitativo di grassi più alto, pari almeno al 3,5%. Nel latte parzialmente scremato la quantità di grasso viene ridotta a un tasso compreso tra un minimo dell’1,5% e un massimo dell’1,8%. In quello scremato si riduce ulteriormente, fino a raggiungere lo 0,5%.

Ma cosa accade al latte quando viene scremato?

Innanzitutto la scrematura del latte è un procedimento che consiste nella separazione della componente grassa da quella idrofila. Per estrarre la componente lipidica si utilizza la tecnica della centrifugazione. Questo processo industriale si avvale di macchinari che sfruttano la forza centrifuga per separare l’acqua e i soluti idrofili dal grasso e dalle componenti lipofile. Di conseguenza, l’apporto energetico del latte varia in relazione al grado di scrematura. Diminuendo la quota lipidica diminuiscono infatti anche le calorie totali.

alimento essenziale

Il latte e i processi di conservazione di questo alimento essenziale

Oltre che per la quantità di grasso, i tipi di latte si distinguono per i differenti processi di conservazione. Esistono infatti tre tipologie di conservazione differenti in base al trattamento termico al quale il latte viene sottoposto: a breve conservazione, a media conservazione e a lunga conservazione.

Il latte a breve conservazione subisce un trattamento termico di pastorizzazione a temperature comprese tra i 72° e i 78° e, come suggerisce il nome, deve essere consumato entro pochi giorni dalla data di confezionamento.

Il latte a media conservazione viene invece trattato a temperature lievemente superiori, intorno agli 80°, e può essere consumato entro un periodo leggermente più lungo, più o meno 90 giorni.

Infine, il latte a lunga conservazione, che subisce trattamenti termici fino a 120°, ha una conservabilità doppia rispetto al latte a media conservazione, garantendo un mantenimento oltre i 180 giorni.

Le varie tipologie di latte menzionate vanno scelte in base alle specifiche esigenze del nostro corpo e all’uso che ne dobbiamo fare. Dal sorso di cui abbiamo bisogno alla mattina per iniziare la giornata alla nostra ricetta preferita di cui il latte è l’ingrediente fondamentale.

Il latte rappresenta un grande caposaldo della nostra alimentazione, apportando benefici importanti al nostro corpo e consolidando la sua importanza all’interno della nostra dieta.

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