29 Ottobre , 2024

Categories: Curiosità - Formaggio

Siamo nel cuore di Milano, verso la metà dell’Ottocento. La nebbia aleggia tra le guglie del Duomo, in un mattino umido e dal freddo pungente. Le carrozze trainate dai cavalli percorrono le strade acciottolate del centro, mentre le prime luci del giorno cercano di filtrare attraverso il cielo grigio. Sottili fili di fumo salgono dai comignoli dei palazzi, avvolgendo la città di una leggera foschia. L’odore di legna bruciata si alterna al profumo di caffè, che esce dalle porte socchiuse di eleganti caffetterie. Dentro ai locali, gli avventori cercano di scaldarsi davanti a una tazza di… barbajada.

Ebbene sì. Se la macchina del tempo ci trasportasse nel passato, e per la precisione nella Milano dell’Ottocento, scopriremmo che la bevanda più alla moda all’epoca era qualcosa a noi pressoché sconosciuto: la barbajada, appunto.

 

Barbajada, la bevanda che ha scritto un’epoca

Cosa bevevano dunque i milanesi rintanati nelle caffetterie di due secoli fa per ritemprarsi dai rigori dell’inverno? La barbajada era una bevanda calda e cremosa che miscelava cioccolato, caffè, latte vaccino e panna in parti uguali, schiumati con la frusta. Nella sua semplicità, divenne un classico dell’Ottocento, simbolo della convivialità nei salotti e nei caffè di Milano.

La preparazione prende il nome dal suo creatore, Domenico Barbaja, che l’avrebbe inventata nel 1778. Il giovane Barbaja faceva il cameriere in un bar del centro di Milano, il Caffè Cambiasi, che si trovava proprio accanto al Teatro alla Scala.

Nei decenni successivi la barbajada non si affermò solo come bevanda, ma anche come rituale sociale. Nei caffè milanesi dell’Ottocento, era comune riunirsi attorno a una tazza di questa dolce prelibatezza per discutere di arte, politica e letteratura. E anche se oggi è meno nota, la barbajada ha ancora il suo posto nelle tradizioni della città.

 

Domenico Barbaja, chi era costui?

Di origini napoletane, Domenico Barbaja iniziò a lavorare come cameriere al Cambiasi. Grazie però alla sua invenzione fece fortuna, e aprì lui stesso una serie di locali che servivano la nuova bevanda. Tra questi, il Caffè dei Virtuosi, uno dei caffè letterari più famosi del capoluogo lombardo.

Ma la carriera di Barbaja non si fermò qui, perché lo stretto contatto con gli ambienti artistici e culturali della città lo portarono in seguito a diventare impresario teatrale. Nel corso del tempo gestì alcuni dei teatri più importanti di allora: la Scala di Milano, il San Carlo di Napoli, il Theater am Kärntnertor e il Theater an der Wien di Vienna. Barbaja riuscì a produrre spettacoli di Gaetano Donizetti, Gioacchino Rossini e Vincenzo Bellini, solo per citarne alcuni.

 

I golosi di barbajada

Chi erano i più noti estimatori della bevanda? Primo fra tutti Vittorio Emanuele I di Savoia, Re di Sardegna, che iniziava sempre la giornata con una generosa barbajada, come è testimoniato da alcuni documenti storici.

Sembra inoltre che la bevanda fosse molto apprezzata dai musicisti Giuseppe Verdi e Gioacchino Rossini.

Verdi trascorse gran parte della sua vita a Milano ed era solito frequentare i salotti culturali e i caffè milanesi, come il Caffè Cova, dove si incontravano artisti, intellettuali e musicisti dell’epoca. Qui, la barbajada era la bevanda perfetta per scaldarsi e rifocillarsi durante le pause dalle intense sessioni di lavoro al Teatro alla Scala.

Rossini, altro celebre compositore italiano, è noto non solo per le sue straordinarie opere musicali, ma anche per la sua passione per il cibo e la cucina. Da vero buongustaio, amava i piaceri della tavola tanto quanto la musica. Si narra che il compositore avesse una predilezione per la barbajada, che rifletteva il suo gusto per le dolci prelibatezze.

E poi, se facciamo volare la fantasia, non ci sarà difficile immaginare altri milanesi doc seduti in un caffè davanti a una tazza di barbajada: Alessandro Manzoni, Carlo Cattaneo, Carlo Porta…

 

Come prepararla in casa

barbajada milano da bere

Se vogliamo far rivivere la Milano dell’Ottocento, possiamo realizzare la barbajada anche a casa. Il procedimento è piuttosto semplice.

Per prima cosa, occorre preparare il caffè con la moka e tenerlo al caldo.

Quindi, mettiamo un pentolino sul fuoco e versiamo dentro cacao amaro e zucchero. Mescoliamo bene con una frusta, aggiungendo il latte poco alla volta, finché il composto non arriva a bollore.

Dopo aver lasciato raffreddare e addensare il tutto, uniamo il caffè, continuando a mescolare lentamente. Alla fine, aggiungiamo un bel ciuffo di panna montata prima di servire.

La barbajada è perfetta per una pausa pomeridiana o per riscaldare le serate più fredde. Il suo sapore equilibrato, che combina la dolcezza del cacao, l’intensità del caffè e la cremosità di latte e panna, la rende un piacere semplice ma ricco di storia.

 

La barbajada oggi

Oggi la barbajada è diventata una rarità, ma alcuni ristoranti e caffè storici di Milano la propongono ancora in omaggio alla tradizione. Chi la assapora si immerge in una Milano d’altri tempi, in una città in pieno fermento culturale, vibrante di conversazioni letterarie ed eventi musicali.

Lasciamoci dunque trasportare nel passato e inoltriamoci nelle vie del centro storico milanese, dove arte, cultura e gusto si incontrano davanti a una tazza fumante di barbajada. 

Condividi con i tuoi amici!