29 Gennaio , 2024

Categories: Curiosità - Latte

latte fritto ricetta

Tra le tante specialità tipiche del Carnevale, il Latte fritto della tradizione siciliana è probabilmente una delle più veloci da preparare e al tempo stesso piacevoli da gustare. Servito in sfiziosi cubetti dorati, il Latte fritto è croccante fuori e delicatamente dolce dentro: una prelibatezza che porta in tavola l’allegria della Sicilia nei giorni di festa!

Parola d’ordine: semplicità. D’altronde, per celebrare la ricorrenza più pazza dell’anno non occorre perdere troppo tempo ai fornelli. Preparando il Latte fritto possiamo ottenere in pochi minuti un dolcetto apprezzato da tutti, specialmente dai bambini. Senza scordare che il Latte fritto siciliano è una golosità ideale da preparare non solo a Carnevale, ma anche per una merenda, un compleanno o una festa tra amici.

Ricordiamo inoltre che la versione siciliana è soltanto una delle possibili interpretazioni di questo dolce. Famose sono anche le varianti tipiche di altre regioni italiane come la Liguria, l’Abruzzo, l’Emilia Romagna e la Lombardia, e di altri Paesi come ad esempio la Spagna.

 

Latte fritto: dall’origine spagnola al Carnevale italiano

La storia del Latte fritto siciliano è radicata nella tradizione gastronomica dell’isola e affonda le sue radici in un passato remoto. Si ritiene infatti che l’origine della ricetta vada fatta risalire addirittura al Seicento. In un primo momento, i dominatori spagnoli la avrebbero fatta conoscere in Italia. In seguito, le suore clarisse ne sarebbero state le fedeli custodi, diffondendola sul territorio.

La semplicità della preparazione e la disponibilità degli ingredienti hanno reso popolare il dolce tra le famiglie siciliane, che hanno contribuito a tramandarne la bontà di generazione in generazione. Il Latte fritto rappresenta dunque un chiaro esempio di come la cucina tradizionale sappia trasformare ingredienti base come latte vaccino, farina, uova e zucchero in veri e propri doni per il palato.

Oggi, questo dolce continua a essere un piccolo peccato di gola da concedersi durante le festività, specialmente nel periodo di Carnevale, e rappresenta un legame con le radici storiche e culturali della cucina siciliana.

 

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