23 Febbraio , 2024

Categories: Curiosità - Formaggio

monte veronese dop formaggio

Tra dolci colline che ospitano ampi pascoli e boschi di faggi, tra antiche contrade di villaggi da fiaba, tra malghe dai tetti in pietra che presidiano il paesaggio: è qui che nasce il Monte Veronese DOP.

Ci troviamo nell’altopiano della Lessinia, a nord di Verona, in un ambiente in cui trionfa la natura, il silenzio e i ritmi lenti della montagna. E in cui generazioni di famiglie hanno tramandato nel tempo l’arte di produrre il formaggio. Qui, la pastorizia si pratica da sempre. L’allevamento del bestiame, l’alpeggio, la produzione di latte e di prodotti caseari sono attività che hanno segnato la storia, l’economia e la società del territorio.

Non stupisce dunque che queste zone possano vantare un’eccellenza come il Monte Veronese DOP, un formaggio a pasta semicotta a base di latte vaccino, che può contare oggi su una nutrita schiera di estimatori.

 

Monte Veronese DOP: lo storico formaggio della Lessinia

Contrariamente a quanto possa sembrare, la denominazione “Monte Veronese” non fa riferimento alle montagne attorno a Verona. La parola “monte” deriva invece da un termine dialettale locale che significa “mungitura”.

Il Monte Veronese DOP viene prodotto nella parte settentrionale della provincia di Verona, area che comprende la Lessinia, il monte Baldo e la fascia collinare prealpina veronese. Da questa zona proviene il latte da cui si ottiene il formaggio e sempre qui si svolgono tutte le fasi di produzione.

È un lungo percorso quello compiuto dal Monte Veronese DOP: dall’anno Mille, quando i formaggi della zona era considerati una preziosa merce di scambio, fino ai giorni nostri, con questo prodotto che rappresenta un importante valore per il territorio.

 

Latte intero e d’allevo: le due tipologie del Monte Veronese DOP

Un solo nome, due prelibatezze. “Latte intero” e “d’allevo” sono infatti le due versioni del Monte Veronese DOP, entrambe squisite ma con significative differenze.

Il Monte Veronese DOP “latte intero” è prodotto appunto con latte vaccino intero e deve essere stagionato almeno 25 giorni. Si presenta di forma cilindrica, con una crosta sottile ed elastica di colore paglierino. La pasta ha un colore che va dal bianco al giallo molto tenue ed è caratterizzata da un’occhiatura abbastanza diffusa. Il suo profumo ricorda lo yogurt, il burro e l’erba fresca. Al gusto è delicato, dolce e leggermente acidulo, con note di latte appena munto, burro fresco o panna. La sua morbida struttura lo fa sciogliere facilmente in bocca.

Il Monte Veronese DOP “d’allevo” è ottenuto da latte vaccino parzialmente scremato e si può commercializzare dopo almeno 90 giorni dalla produzione. Le versioni più stagionate possono però arrivare anche a un anno o due di maturazione. Crosta e pasta sono di colore giallo più o meno intenso, a seconda del grado di stagionatura. L’occhiatura è assente o sparsa, mentre la consistenza della pasta, leggermente elastica nelle forme “più giovani”, diventa dura e granulosa in quelle più stagionate. La tipologia “d’allevo” profuma di burro maturo, ma anche di fieno ed erbe aromatiche. Il gusto si rivela deciso e saporito, con note di nocciola. Le varianti più stagionate tendono a essere lievemente piccanti.

Esiste infine anche il Monte Veronese DOP “d’allevo” prodotto con “latte di malga”, ottenuto solo con latte di vacche allevate in alpeggio nei mesi più caldi.

 

Gli abbinamenti in cucina

Il Monte Veronese DOP “latte intero” è un formaggio estremamente versatile, che sa adattarsi a diverse esigenze. Oltre a essere ideale da consumare in purezza, è perfetto anche per farcire gustosi panini o da aggiungere nelle insalate a cubetti. Un’idea stuzzicante è quella di usarlo per realizzare sostanziose fondute oppure per insaporire una pizza, magari una pizza ai 4 formaggi.

Con quali vini abbinare il Monte Veronese DOP “latte intero”? I maggiori esperti consigliano vini spumanti e bianchi strutturati. Ma si può abbinare anche a vini rosati e a vini rossi leggeri.

Con il Monte Veronese DOP “d’allevo” si può preparare una gran varietà di piatti: antipasti, primi e secondi. Lo spiccato carattere di questo formaggio è infatti adatto a creare finger food sfiziosi, tapas fantasiose, spuntini per ogni orario. È ottimo anche per arricchire risotti e polente, per condire la pasta e per gratinare le verdure. Le forme stagionate oltre un anno possono essere grattugiate per insaporire i primi piatti.

Per quanto riguarda gli abbinamenti enogastronomici, la tipologia “d’allevo” si sposa bene ai vini rossi dalla forte struttura e anche ai vini passiti o da meditazione.

Condividi con i tuoi amici!